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Contatore e bolletta Aggiornato il 17 settembre 2026 2 minuti di lettura

Aumento di potenza del contatore: quando serve e come si chiede

Per la maggior parte delle case italiane la potenza impegnata è 3 kW, e il contatore scatta se in quell’istante si prelevano più di 3,3 kW. Aumentare la potenza si può, si chiede al proprio venditore, e ogni kW in più costa circa 26 euro l’anno in bolletta.

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Due pentole d'acciaio che fumano su un piano a induzione con il bollitore elettrico acceso accanto, cucina di casa vista da vicino
Due pentole e il bollitore insieme: sono i momenti in cui il contatore scatta

Perché scatta, e non è un guasto

Il contatore non sta nel quadro di casa: sta fuori, e controlla quanta potenza stai prendendo tutta insieme. Sopra il limite del contratto più una franchigia del dieci per cento, stacca. Con 3 kW impegnati il distacco arriva a 3,3 kW.

È il motivo per cui salta sempre nei soliti momenti: forno e piano a induzione accesi mentre la lavatrice scalda l’acqua, o il condizionatore d’inverno insieme al bollitore. Non si è rotto niente: stai chiedendo più di quello che hai.

Prima di aumentare, prova a spostare i consumi

Il distributore consiglia di distribuire i consumi nella giornata e di usare l’avvio differito degli elettrodomestici: lavatrice e lavastoviglie di notte, il forno quando il piano è spento. Se il contatore salta due volte l’anno, questo basta e non c’è niente da pagare.

Se invece salta ogni settimana, la potenza è davvero poca per come vivi la casa: allora ha senso alzarla.

Quanti kW puoi scegliere

Dal 2017 la potenza si sceglie a piccoli passi, e non si è più obbligati al salto da 3 a 6 kW.

  • • Da 0,5 a 6 kW a scatti di mezzo kW.
  • • Poi 7, 8, 9 e 10 kW, un kW alla volta.
  • • Oltre i 10 kW, a scatti di cinque.

Quanto pesa in bolletta

Ogni kW di potenza impegnata costa circa 26 euro l’anno, IVA inclusa: passare da 3 a 4,5 kW vuol dire una quarantina di euro in più all’anno, tutti i mesi in quota fissa, indipendentemente da quanto consumi.

C’è anche un costo una tantum per il lavoro, fatto di un contributo fisso e di una quota per ogni kW aggiunto. Gli importi cambiano nel tempo e, sul mercato libero, dipendono dal contratto: te li dice il venditore nel preventivo, prima che tu confermi.

A chi si chiede, e in quanto tempo

La richiesta si presenta al proprio venditore di energia, non al distributore: è il venditore che fa da tramite, si fa formulare il preventivo e conferma la variazione quando l’accetti.

I tempi li fissa la regolazione: fino a 6 kW il distributore esegue entro cinque giorni lavorativi, se non servono interventi sulla presa o sulla rete. Sopra i 6 kW il preventivo arriva entro quindici giorni lavorativi e i tempi di esecuzione sono scritti nel preventivo. Il venditore, quando fa da tramite, ha due giorni lavorativi.

Se la potenza cresce dopo dei lavori

Quando l’aumento arriva insieme a lavori sull’impianto, chi ha commissionato i lavori consegna la copia della dichiarazione di conformità al distributore o al venditore entro trenta giorni. Se non arriva, la fornitura può essere sospesa: è la parte della pratica che si dimentica più spesso.

Quando invece il problema è il quadro

Se il contatore tiene e a saltare è il salvavita, la potenza non c’entra: quello è un problema dell’impianto. E se la casa ha ancora i fusibili a tappo, alzare i kW non la rende più sicura: prima si guarda il quadro.

Fonti: ARERA, «Potenza del contatore: maggiore scelta e agevolazioni», letta il 17 settembre 2026 (3 kW e distacco a 3,3 kW, valori selezionabili, circa 26 euro l’anno per kW). ARERA, Atlante per il consumatore, potenza impegnata: la richiesta al venditore e i tempi, Testo integrato della regolazione della qualità (delibera 617/2023/R/eel, allegato A). e-distribuzione, «Cosa fare quando manca la luce», aggiornata il 12 febbraio 2026 (distribuire i consumi, avvio differito). DM 37/2008, articolo 8, commi 3⁠-⁠5 (la copia della dichiarazione entro trenta giorni). Gli importi una tantum non sono riportati: le tabelle pubblicate non sono datate o sono ferme al 2024.

Il punto in breve

  1. 1 Con 3 kW impegnati il contatore stacca oltre 3,3 kW: non è un guasto.
  2. 2 La potenza si alza a mezzo kW alla volta, e ogni kW costa circa 26 euro l’anno.
  3. 3 Si chiede al venditore: fino a 6 kW il lavoro è fatto entro cinque giorni lavorativi.
La pagina del filone

Se insieme alla potenza cambia anche l’impianto, la pagina degli impianti elettrici dice quando serve il progetto.

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